Cala il sipario sul teatro italiano

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Cala il sipario sul teatro italiano? Dobbiamo crederci? Non vogliamo crederlo, ma…

Questa mattina leggendo la prima pagina di uno dei più importanti quotidiani italiani mi è subito saltata all’occhio questa notizia; il teatro italiano è in crisi o meglio ancora, chiude i battenti.
Ma va? Direbbero gli addetti ai lavori. I più ottimisti commentando che è la solita notizia da disfattisti, sorridono non dandoci peso. Il problema però nasce nel momento in cui il quotidiano lo si apre e si entra nel profondo della questione.
In effetti un venerdì mattina qualsiasi per un attore, o gente che si occupa di teatro, non è il massimo aprire il giornale e leggere una notizia che apre con un titolo del genere. Un pò come se un impiegato di banca, o un direttore che sia, si svegliasse una mattina per andare a lavoro e leggesse che la sua banca è stata chiusa o giù di lì.
Bisogna però analizzare i dati. I finanziamenti negli ultimi dieci anni hanno portato ad un dimezzamento del numero delle compagnie in italia, mentre le superstiti, piccole e medie compagnie vanno verso la chiusura e le grandi hanno comunque grosse difficoltà. I dati sono forniti dall’Isp associazione che rappresenta le imprese stabili di produzione teatrale.
Il problema? Manca liquidità. Si lavora nella maggior parte dei casi facendo affidamento a “crediti” considerando che i pagamenti e i finanziamenti arrivano anche con due anni di ritardo e a volte non arrivano proprio.
La situazione peggiore è al Sud, ovviamente, come potrebbe essere altrimenti, mi viene da commentare, il freddo lo si comincia a sentire dai piedi. Questa cosa aumenta la mia rabbia. La situazione romana viene definita dall’articolo…disastrosa. Il nord soffre, ma meno.
Si potrebbe applicare la Tax Credit come avvenuto per il cinema? Darebbe sicuramente una boccata d’aria, agevolando i pagamenti IVA.
E lo spettacolo? Nessuno pensa allo spettacolo. Spesso, continua l’articolo, si è costretti ad andare in scena con monologhi o comunque messe in scena con cast ridotto. In alcuni teatri dove prima si producevano dieci spettacoli all’anno, adesso è un miracolo se se ne riesce a mettere in scena uno.
Ovviamente il discorso riguarda sia il teatro privato, che quello dei teatri stabili.
Chi si occupa di teatro e di spettacolo in Italia sa benissimo quanto sia difficile portare avanti progetti, idee, realizzare spettacoli e distribuirli e la sensazione che si prova nel leggere queste notizie è sicuramente di gran dispiacere.
Dopo qualche minuto di riflessione, mi cade l’occhio sulla notizia a fondo pagina. A L’Aquila si torna sul palco, c’è uno “Spazio Rimediato”, in cui personalmente sono stato tempo fa per un provino, dove si fa teatro e gli arredi sono stati recuperati dalle macerie.
Ma allora il sipario non è calato.

Sicuramente il momento non è dei più facili, ma come è ormai ben noto, gli attori, i registi, i tecnici, insomma la gente di spettacolo è abituata a questi momenti difficili, da sempre, e non si arrenderà. Mai.

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